Energia
Spesso ritorno a rivedere i miei vecchi articoli e seposso le aggiorno come in questo caso:
L’incidente a Marcoule, nel sud della Francia classificato come innocuo senza emissione di radioattività è stato classificato a livelli 1 della scala Ines e che tutti i lavori di ripristino del forno e dell’impianto nucleare dovranno essere sottoposti ad autorizzazioni preliminari. Il forno di fusione al momento dell’incidente conteneva un carico di circa 4 tonnellate di metallo con circa 30 megabecquerel (MBq) e non 63 kilobecquerel (kBq).
Il nucleare e’ di nuovo sotto accusa, la notizia di questi giorni riguarda l’esplosione del sito di stoccaggio di scorie nucleari a Marcoule, nel sud della Francia. L’incidente ha provocato un morto e tre feriti, di cui uno grave, al momento non sono stati registrati rischi significativi. Dopo l’incidente Francese sono preoccupato per i nostri
siti di stoccaggio in Piemonte a Saluggia e a Trino. A Trino sono stoccate circa 15 tonnellate di combustibile irraggiato che entro il 2012 saranno trasferite in Francia per il processamento. La mia domanda e’ visto che i Francesi non sono così affidabili nello stoccaggio del materiale radioattivo (consultando l’archivio dell’associazione Sortir du nucléaire) perché dobbiamo spendere un sacco di soldi per farle processare a loro?.

Riporto la descrizione dell’incidente tratto dal sito sortirdunucleaire.org
“Un forno è esploso sul sito nucleare Marcoule in una struttura appartenente al FES, nel Gard, Lunedi, 12 settembre alle 11:45. Questa informazione è stata rilasciata due ore dopo l’incidente. Questo sito contiene numerose centrali nucleari, depositi di grandi quantità di rifiuti radioattivi e di movimentazione del combustibile MOX costituito da plutonio.”
Fonte: http://www.sortirdunucleaire.org/
Ritornando ad analizzare i problemi nostrani documentandosi sul sito di stoccaggio di Saluggia vengono i brividi. Autorizzazioni scadute, gestione approssimative e altri problemi che non voglio analizzare in questo articolo. Meno male che il referendum ha fermato le velleità del governo sul nucleare.
L’energia nucleare non e’ mai facile da imbrigliare e i problemi sono sempre molti. La sicurezza ha un costo sociale e politico. Il sito di stoccaggio dista da Torino circa 250 km. Le dichiarazioni ufficiali dicono che non ci sono fuoriuscite radioattive. Purtroppo abbiamo imparato che i governi mentono per nascondere le loro incompetenze.
Dobbiamo trovare un alternativa a questa energia in una situazione di profonda instabilità economica e politica. L’Italia dipende dal nucleare francese e da quello sloveno, per diminuire questa dipendenza bisogna attuare un piano energetico strutturato. La politica in questo momento ha altro nella testa.
In realtà il problema e’ più complesso bisogna attuare un mix energetico efficiente.