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Archivio per settembre 2011

Siamo una grande nazione

Riporto questo pensiero perché dobbiamo in questo periodo nero riscoprire le nostre qualità interiori.
“Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle allo stesso modo.
La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi Paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso.
La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce le sue sconfitte alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.
La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.
Lo sbaglio delle persone è la pigrizia nel trovare soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti.
E’ nella crisi che ognuno di noi affiora, perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.
Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo.
Invece di questo, lavoriamo duro!
L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla…”
Albert Einstein

Italia a picco

La notizia del giorno “Standard and Poor’s ha deciso di tagliare il rating sul debito italiano, portandolo da A+ ad A”
S&P spiega in un comunicato le motivazioni: “Il downgrade riflette la nostra visione delle prospettive di indebolimento in Italia, la crescita economica e la nostra opinione che la fragile coalizione di governo in Italia e le differenze politiche all’interno del Parlamento probabilmente continuerà a limitare la capacità del governo di rispondere con decisione alle sfide interne ed esterne all’ambiente macroeconomico. (..) I punteggi relativi agli altri elementi della nostra analisi – struttura economica, esterni e monetaria – non hanno contribuito al downgrade. Più sommessa domanda esterna, misure di austerità del governo, e la pressione al rialzo sui costi di finanziamento, sia nel settore pubblico e privato, a nostro avviso, probabile risultato di una crescita più debole per l’economia italiana rispetto a maggio 2011, tutti questi elementi sono la base delle nostre analisi per aver rivisto rivisto l’outlook a negativo. Crediamo che il passo ridotto di attività economica in Italia fino ad oggi faranno diventare i nuovi obiettivi fiscali del governo difficili da raggiungere. Inoltre, ciò che noi consideriamo come risposta politica del Governo italiano alle pressioni del mercato suggerisce continua incertezza nel futuro politico circa i mezzi per affrontare le sfide economiche Italiane. A nostro avviso, le misure incluse nell’attuazione del Piano Nazionale di Riforma in Italia non potranno migliorare le prestazioni economiche in Italia, in particolare sullo sfondo l’ inasprimento delle condizioni finanziarie e il programma di austerità fiscale del governo (vedi “Italia Offre”, pubblicato da il Ministero italiano dell’Economia e delle Finanze a http://www.mef.gov.it/documenti/open.asp?idd=27880). Le nostre aspettative ridotte riguardanti l’Italia e le prospettive di crescita riflettono i principali ostacoli strutturali che abbiamo scritto in precedenza: Basso tasso di partecipazione e il lavoro strettamente regolamentati e mercati dei servizi; Ciò che riteniamo essere un inefficiente settore pubblico e Relativamente modesto afflusso di investimenti esteri. (…).
I progetti di governo che il suo programma di consolidamento fiscale si tradurranno in un consolidamento fiscale complessivo di circa € 60 miliardi, nel complesso, con maggiori risparmi previsti nel 2012 e nel 2013 (vedi “Italia Offre”, http://www.mef.gov.it / documenti / open.asp? idd = 27880).

Tuttavia, riteniamo che la previsione del governo di € 60 miliardi risparmi non può giungere a buon fine per tre motivi principali:
In primo luogo, come descritto di seguito, vediamo in Italia le prospettive di crescita economica indebolimento;
In secondo luogo, quasi due terzi dei risparmi di bilancio previsti nel periodo 2011-2014 si basano su un aumento delle entrate in un paese con un elevata pressione fiscale
In terzo luogo, i tassi di interesse di mercato sono previsti a salire.

Abbiamo adottato una revisione dello scenario macroeconomico, che noi consideriamo coerente con il downgrade e outlook negativo. Rispetto a maggio 2011, la revisione delle ipotesi di base si assume che la crescita annua del PIL reale sarà di 0,6 punti percentuali in meno nel periodo di riferimento 2011-2014 previsioni a causa della più lenta crescita delle esportazioni, degli investimenti del settore pubblico e privato. Da maggio 2011 le condizioni finanziarie in Italia hanno ristretto il ritmo della ripresa economica e dei suoi principali partner commerciali a livello globale e nella zona euro. Notiamo anche che il nostro scenario di base è molto simile, rivisto al ribasso (downgrade) dello scenario che abbiamo pubblicato nel maggio 2011.

Abbiamo anche adottato uno scenario rivisto al ribasso, in linea con un altro possibile downgrade. Il rovescio della medaglia rivista assume una lieve recessione e si impadronisce del prossimo anno, con il PIL reale in calo dello 0,6%, seguita da una modesta ripresa nel 2013-2014. I driver economico principale nel nostro scenario negativo rivisto sono le ristrette condizioni finanziarie, con tassi di interesse più elevati sui titoli di Stato, così come più debole traiettorie del settore privato dei consumi e delle esportazioni.
Abbiamo anche adottato uno scenario rivisto al rialzo, che, se verificato, sarebbe coerente con la nostra visione di una revisione della outlook a stabile. Il nostro scenario capovolto rivisto presuppone che le condizioni finanziarie miglioreranno gradualmente, insieme con le traiettorie di crescita del PIL, esportazioni e investimenti (…)”

La borsa Italiana sta tentando un rimbalzo. Questo rimbalzo e’ una reazione momentanea del mercato, dobbiamo comunque aspettarci una situazione sempre più instabile. Le reazioni dovrebbero imporre al governo diversi aspetti:

-lancio di una manovra per rilanciare l’economia
-cambio del presidente del consiglio per i troppi processi che riguardano molteplici aspetti.
-diminuzione seria dei costi della politica
- maggior efficienza delle pubbliche amministrazione
-diminuzione delle aziende pubbliche definite “partecipate”. Molte volte sono solo serbatoi di voti per i politici locali.
-piano energetico serio
-diminuzione delle tasse per determinate categorie
-diminuzioni delle università con un criterio di merito. Per aumentare le risorse e incrementare con il risparmio la ricerca.
Fonte della foto: http://www.fanpage.it/il-monito-di-napolitano-per-il-bene-dell-italia-nord-e-sud-crescano-insieme/

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I problemi del fotovoltaico

Questo articolo e’ complesso e cercherò nel tempo di completarlo. L’energia Solare in Italia ha fatto molti passi in avanti, ma non basta. Adesso dobbiamo risolvere tutti i problemi di coesistenza con l’energia elettrica da fonte petrolifera. In Italia la produzione fotovoltaica ha raggiunto i 10,7 GW e sicuramente questa potenza installata sara’ ulteriormente incrementata. Il problema oltre ai sistemi di accumulo e la gestione del sistema elettrico nazionale in breve vuole dire la rete intelligente. Esiste un limite per tutti i sistemi elettrici di produzione fotovoltaica ed eolica che non riesce ad essere gestito senza comportare problemi non facilmente risolvibili. Le centrali a biomasse potrebbero solo tamponare la situazione. In una situazione instabile come questa ci sono dei momenti dove si produce di più di quello che viene richiesto dalle utenze. Inoltre le centrali termoelettriche non possono essere spente e riavviate in pochi secondi. Il sistema va progettato alla base con costi ingenti per il sistema Italia.

Per risolvere il problema bisognerà trovare sistemi alternativi. Il più tradizionale e’ l’utilizzo degli impianti idroelettrici di giorno per poter stoccare l’energia. Con il crescere della produzione da energia rinnovabile (discontinua) e’ quello di avere impianti impossibilitati a produrre. Attualmente ci possono essere l’accumulo elettrochimico e le centrali di pompaggio idroelettrico. Inoltre si potrebbe convertire l’energia elettrica più pregiata in energia termica meno pregiata ma facilmente accumulabile. Il pregio di questa conversione e che può esser fatta in siti con forti esigenze elettriche e termiche. I costi di sviluppo sono comunque alti.

Immaginiamo infine che ogni impianto fotovoltaico o a energia rinnovabile sia dotato di sistema di accumulo tramite ad esempio batterie. Un sistema a batterie attualmente non e’ redditizio. Questa soluzione potrebbe risolvere il problema ma bisogna investire in sistemi di accumulo ma non basta. secondo la rivista photon 6/2009 “in futuro verrano proposte (secondo l’opignone della società Solarworld) tariffe agganciate al carico elettrico e correlate ad altrettanti bonus, per cui, in caso di corrente in esubero, l’ammontare del bonus sarebbe basso, mentre in caso di scarseggiamento, il premio si alzerebbe. Un accumulatore darebbe perciò al gestore di un impianto fotovoltaico la possibilità di accrescere il valore della produzione elettrica.

Continua..

Energia

Spesso ritorno a rivedere i miei vecchi articoli e seposso le aggiorno come in questo caso:

L’incidente a  Marcoule, nel sud della Francia  classificato come innocuo senza emissione di radioattività è stato classificato a livelli 1 della scala Ines e che tutti i lavori di ripristino del forno e dell’impianto nucleare dovranno essere sottoposti ad autorizzazioni preliminari.  Il forno di fusione al momento dell’incidente conteneva un carico di circa 4 tonnellate di metallo con circa 30 megabecquerel (MBq) e non 63 kilobecquerel (kBq).

Il nucleare e’ di nuovo sotto accusa, la notizia di questi giorni riguarda l’esplosione del sito di stoccaggio di scorie nucleari a Marcoule, nel sud della Francia. L’incidente ha provocato un morto e tre feriti, di cui uno grave, al momento non sono stati registrati rischi significativi. Dopo l’incidente Francese sono preoccupato per i nostri
siti di stoccaggio in Piemonte a Saluggia e a Trino. A Trino sono stoccate circa 15 tonnellate di combustibile irraggiato che entro il 2012 saranno trasferite in Francia per il processamento. La mia domanda e’ visto che i Francesi non sono così affidabili nello stoccaggio del materiale radioattivo (consultando l’archivio dell’associazione Sortir du nucléaire) perché dobbiamo spendere un sacco di soldi per farle processare a loro?.

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Riporto la descrizione dell’incidente tratto dal sito sortirdunucleaire.org
“Un forno è esploso sul sito nucleare Marcoule in una struttura appartenente al FES, nel Gard, Lunedi, 12 settembre alle 11:45. Questa informazione è stata rilasciata due ore dopo l’incidente. Questo sito contiene numerose centrali nucleari, depositi di grandi quantità di rifiuti radioattivi e di movimentazione del combustibile MOX costituito da plutonio.”
Fonte: http://www.sortirdunucleaire.org/

Ritornando ad analizzare i problemi nostrani documentandosi sul sito di stoccaggio di Saluggia vengono i brividi. Autorizzazioni scadute, gestione approssimative e altri problemi che non voglio analizzare in questo articolo. Meno male che il referendum ha fermato le velleità del governo sul nucleare.

L’energia nucleare non e’ mai facile da imbrigliare e i problemi sono sempre molti. La sicurezza ha un costo sociale e politico. Il sito di stoccaggio dista da Torino circa 250 km. Le dichiarazioni ufficiali dicono che non ci sono fuoriuscite radioattive. Purtroppo abbiamo imparato che i governi mentono per nascondere le loro incompetenze.

Dobbiamo trovare un alternativa a questa energia in una situazione di profonda instabilità economica e politica. L’Italia dipende dal nucleare francese e da quello sloveno, per diminuire questa dipendenza bisogna attuare un piano energetico strutturato. La politica in questo momento ha altro nella testa.

In realtà il problema e’ più complesso bisogna attuare un mix energetico efficiente.

Venerdì nero per l’economia

Oggi e’ un giorno di paura per la tenuta del nostro debito. Dobbiamo dare una risposta subito. La politica se non in grado di rispondere si faccia da parte. Nel precedente articolo cercavo di indicare i punti critici. E’ bastato annunciare disaccordo nella Bce di comprare altri btp per far precipitare l’indice della borsa a -5%. arrivato il momento di aiutare il paese.

Il nostro presidente del consiglio non può fare annunci elettorali. I mercati a differenza dei cittadini vogliono i fatti. Manovre finanziarie instabili e incerte che cambiano nei contenuti a seconda di incontra nella giornata, non servono più. Questa e’ emergenza che deve essere affrontato con rigore.

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Crisi Italia e crisi mondiale

Partiamo dai problemi del mondo in questo momento:
-esaurimento delle risorse
-cambiamenti climatici
-tumulti economici
-crisi dei debiti sovrani
-incompetenza politica

Ovviamente la politica e la sottopolitica tenderà trascurare i possibili effetti dei punti citati. Infondo il loro interesse e occuparsi dei loro interessi. Abbiamo raggiunto da alcuni anni il picco petrolifero di produzione, dopo questa vetta ci aspetta una instabilità dei prezzi sempre più continua. Il picco petrolifero di Hubbert descrive l’andamento del tasso di produzione del greggio nel lungo periodo. Il picco petrolifero è il momento in cui la produzione petrolifera raggiunge il suo massimo per poi tendere a ridurre progressivamente. Nella fase di diminuzione della produzione i prezzi della risorsa petrolio tendono a crescere per effetto della diminuzione dell’offerta.
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Fonte wikipedia

Nuove risorse implicano investimenti pianificati con tempi di realizzazione di almeno una decina di anni. L’energia alternativa con reti intelligenti può essere un ingrediente fondamentale per sostituire progressivamente la risorsa petrolio.

I cambiamenti climatici si fanno sempre più sentire come costi della società pubblica. Le possibili soluzioni implicano non sottovalutare il riscaldamento globale del pianeta. Su questa linea non c’è accordo a livello mondiale in attesa di un altra catastrofe naturale significativa.

La situazione economica di forte instabilità si da sentire nell’economia cittadina in poco tempo provocando disoccupazione.

Il debito sovrano italiano può essere influenzato da tutti questi fattori in più c’è una gestione “leggera” delle risorse pubbliche. Molti paesi nell’area euro tra cui l’Italia devono apportare nuove correzione dei conti pubblici perchè sono a rischio i debiti sovrani.  Inoltre molte banche in europa necessitano di un aumento di capitale. L’apertura di oggi delle borse europee è in netto calo (Parigi cede l’1,76%, Londra cede lo 0,17%, Francoforte l’1,14%, Milano arretra del 2% fonte ilsole24ore).

 Tutti i punti precedentemente citati ci portano alla povertà diffusa e ovviamente bisogna pensare come affrontare questa evenienza. La politica della decrescita non e’ una moda ma deve diventare una abitudine. La crescita economica continua e’ solo utopia e il nostro obiettivo e’ l’efficienza nella nostra vita. Fare più cose con sempre meno soldi, valutare in maniera accorta ogni investimento.
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Perché credere nell’energia rinnovabile

Finalmente ritorno a parlare di energia anche se le tensioni sui mercati persistono e rimane Il rischio paese. La situazione e’ molto critica con scenari in continuo aggiornamento. Le ipotesi sul tavolo sono molte compresa una nuova finanziaria per rimodulare il crescere degli interessi sul debito. Il problema e che deve essere rigorosa nei tagli e prevedere una quota significativa dedicata allo sviluppo economico. La cura con il passare del tempo sta diventando sempre più problematica. I segnali che bisogna dare ai mercati sono:
-volontà di mettete i conti a posto
-pensare all’economia stagnante
-segnali di coesione nel governo
-ricupero della leadership di Berlusconi dimostrando di non pensare sempre ed unicamente si suoi interessi personali

Io lavoro da alcuni anni nel campo dell’energia. Ho attivato un sito insieme al mio collega dove illustriamo la nostra attività nel campo dell’energia rinnovabile e del risparmio energetico (www.energyconsulting.name) Uno dei pochi settori dove l’Italia ha qualcosa da dire a livello internazionale. L’energia pulita e’ importante in un paese che non ha risorse e ha una necessita’ di avere sempre nuova energia per la crescita del nostro tessuto economico. In questo settore investimenti pubblici e privati devono convergere per un paese moderno con prospettive di crescita economica. Una manovra economica che prevede solo tagli e non ha un piano di crescita del paese può solo deprimere i consumi e spaventerà ulteriormente l’investitore nel sistema Italia.

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In questa foto potete vedere una caldaia di un ospedale, ho voluto allegare questa foto per sottolineare che anche lo spreco d’energia e’ un settore per ottenere significativi risparmi economici. Spendiamo molti soldi per produrre acqua calda con caldaie inefficienti. Il recupero del calore dei fumi con degli economizzatori (recuperatori di calore che sfruttano i fumi caldi). Si ottiene acqua calda che può essere utilizzata per altri processi utili all’ospedale come altra acqua calda.

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